Esseri Animali-S.Fugazzotto

Arte contemporanea a Como: Esseri Animali MAG

L’arte contemporanea è presente anche quest’anno a Como presso la Galleria MAG situata in Via Vitani, nel cuore dell’antico quartiere della Cortesella all’interno dello storico Palazzo San Giuliani.

Ieri 2 Febbraio si è inaugurata nelle sale della MAG la prima mostra del 2017, un’esposizione collettiva dedicata agli Esseri Animali. Il direttore della Galleria ha voluto dare spazio a sei artisti dell’arte contemporanea italiana, che rappresentano, interpretano gli animali con stili diversi, con concetti diversi, con tecniche diverse. Il pensiero alla base dell’esposizione è il come noi esseri umani ci identifichiamo negli animali, li vediamo, li interpretiamo e vorremmo in un certo senso renderli simili a noi, dando loro delle caratteristiche tipicamente nostre e a nostra volta ritrovando in loro un po’ di noi. I sei artisti in mostra si dedicano ciascuno ad una specie di animale cogliendone i suoi tratti salienti, i suoi aspetti interiori in cui in un certo senso vi si identificano o attraverso i quali rappresentano una parte di loro stessi, di essere umano nell’essere animale. E’ interessante vedere come l’arte, in questo caso l’arte contemporanea, ci permetta di esprimere qualcosa di noi in una maniera così diretta ma senza svelarci, e così come gli artisti lo fanno realizzando le loro opere, noi che ne siamo fruitori lo facciamo attraverso le emozioni che ogni singola opera ci può o non può trasmettere.

Armando Fettolini, un artista che amo molto e che ogni volta mi trasmette emozione, in questa mostra presenta una nuova sperimentazione tecnica il cui obiettivo è di restituire vita ad un elemento che ormai avrebbe finito il suo ciclo:  la carta da forno esausta. Come avviene in natura con la sua rigenerazione, anche il rifiuto, lo scarto diventano ambiente fertile e ideale per un soggetto a lui caro, il cane, in particolare il randagio. In queste sue grafite su carta da forno esausta,  esplora questa sua attenzione verso l’essere umano con vesti animali. Mi ha piacevolmente sorpresa vedere davanti ai miei occhi la bellezza di questi lavori, l’intensità espressa attraverso un materiale così comune come la carta da forno e la matita, questi cani vaganti, erranti forse tristi ma liberi, liberi di urlare e liberi di essere liberi!

Esseri Animali A.Fettolini
Esseri Animali A.Fettolini

Davide Puma è un altro artista della Mag che già conoscevo e le cui opere mi piacciono molto per la loro leggerezza, i colori, la poetica ed il romanticismo.  Per questa mostra l’artista ha usato giochi cromatici freschi e delicati,  oltre alla sua più famosa mucca propone una visione più ampia e inusuale della specie animale: l’elefante nell’opera “Leggerezza”,é lì immobile di fronte ad un fiore e sembra diventare leggero come il suo profumo, il cavallo simpaticamente a pois, iI cervo a difesa dell’ambiente è mimetizzato in esso e ci guarda dritti negli occhi senza mai lasciarci, sugli attenti come un soldato,  con collo e testa sormontati da grosse corna.

Esseri Animali-D.Puma
Esseri Animali-D.Puma

Mentre a me finora sconosciuti gli altri due artisti italiani presenti: Maurizio L’Altrella e Simone Fugazzotto. Maurizio L’Altrella espone quattro oli su tela il cui soggetto è il gatto! Un gatto spesso circondato da un alone di mistero, in un’atmosfera quasi aliena, in un luogo fantastico; i colori ci danno l’idea del surreale, di luoghi fantastici in cui il gatto domina, in cui vi è la sua presenza di essere animale.

Esseri Animali
Esseri Animali

Simone Fugazzotto invece ci presenta le sue splendide, simpatiche scimmie! Sì la scimmia è il suo animale, interpretato come metafora di noi, forse perché è l’animale più vicino, più simile a noi e noi dovremmo esserne l’evoluzione, anche se molte volte io non credo che l’essere umano si dimostri tanto evoluto, soprattutto quando vuole schiacciare, dominare la natura, credendosi onnipotente su ogni essere ed ogni forma di vita. Le scimmie di Simone ti coinvolgono, perché in un certo senso ti rappresentano, sono un te stesso che si riflette in questi splendidi animali. Curiosa, interessante la sua tecnica di utilizzare delle lastre di sottile cemento su cui dipingere con oli ed acrilici le sue creature.

Esseri Animali-S.Fugazzotto
Esseri Animali-S.Fugazzotto

E poi in arrivo direttamente dal Paese del Sole Levante, le opere di due giovani artisti esponenti dell’arte contemporanea giapponese: Caori Fujita e Haruki Matsumoto. Di Caori due sculture realizzate con la lacca vegetale Urushi tipica della tradizione  giapponese, un coniglio ed una pecora così “delicati”, leggeri, capaci di sprigionare dolcezza, leggerezza. Mentre Haruki Matsumoto è un giovane pittore le cui due tele esposte rappresentano entrambi un gatto nero, in un’opera è comodamente seduto e rivolge il suo sguardo profondo verso l’esterno di una finestra, nell’altra lo vediamo camminare silenziosamente in un prato al calare del tramonto, dirigendosi verso la sua casa. Come noi guarda lontano e sogna, come noi rientra a casa…

Esseri Animali-H.Matsumoto
Esseri Animali-H.Matsumoto

Esseri Animali, esseri umani, comunque esseri… capaci di amare, di soffrire, di pensare, di muoversi, di cacciare, di mangiare…non così diversi l’uno dall’altro, non lontani ma legati. Impariamo noi esseri umani a vederli di più come una parte di noi, in ogni essere umano vi è un animale guida, rispettiamoli in ogni loro forma di vita…

Esseri Animali alla MAG Via Vitani Como, fino al 26 Febbraio.

Esseri Animali-opening
Esseri Animali-opening-arte contemporanea
Salvatore Marsiglione e Simone Fugazzotto
Salvatore Marsiglione e Simone Fugazzotto

Le fotografie presenti nell’articolo sono di Daniela Rampoldi

 

 

 

 

 

 

 

befana

Befana & Pesa Vegia al Lago di Como

Befana, eccoci qua siamo arrivati all’Epifania che tutte le feste si porta via!!! Dopo domani le Feste saranno ufficialmente chiuse e si tornerà al tran tran quotidiano, via le luminarie, si disfano gli alberi di Natale, si torna al lavoro o a scuola insomma ci ricatapulteremo  di nuovo dentro gli abiti usuali della quotidianeità. Qualcuno sarà contento e qualcuno meno, pronto a guardare con malinconia questi giorni di festa appena finiti. A me il Natale piace, Dicembre ha per me un suono dolce, accogliente, coccoloso perché lo abbino al periodo natalizio, alla mia infanzia, alle feste, alla famiglia e ahimè alle grandi abbuffate a cui faccio sempre più fatica a resistere!!! 🙁

Ma domani si festeggia ancora, concediamoci questo ultimo giorno di folie da festa! Questa sera molte di noi partiranno in groppa alla propria scopa per consegnare a chi se lo merita davvero qualcosa di buono o qualcosa di meno buono, dolce o amaro 😉 io sto invecchiando e già l’idea di uscire con questo vento mi frena ma so che poi quando incontrerò le mie colleghe tutto passerà e sarò ben contenta di farmi un giro in orbita 🙂

befana

Ma questa sera in un piccolo paese della sponda orientale del Lario, esattamente a Bellano, ci sarà come ogni anno da tantissimi ormai, la tradizionale e sorprendente “Pesa Vegia”! E’ un appuntamento a cui pochi rinunciano e che ad ogni edizione richiama migliaia di persone. Da 400 anni il paese si veste a festa per accogliere i Re Magi, in effetti si tratta però di una  manifestazione che unisce il sacro con il profano: la rievocazione storica del cambio di pesi e misure avvenuto durante la  dominazione spagnola sotto il Governator Fuentes, con la tradizione religiosa della cavalcata dei tre Re Magi per il paese! Durante tutta la giornata il paese è animato da musica, mercatini e giocolieri e poi  questa sera la rievocazione entrerà nel suo pieno svolgimento a partire dal traino delle pese per le vie del centro, seguito dal corteo spagnolo in costumi d’epoca, quello dei Re Magi che distribuiranno dolciumi ai bambini per poi ammirare l’accensione del tradizionale falò sul molo allo scoccare della mezzanotte! Attesa novità di quest’anno sono i cammelli che porteranno in groppa Gaspare, Baldassare e Melchiorre!  Un appuntamento da non perdere ricco di suggestione, storia ed incanto!

Pesa Vegia-Bellano
Pesa Vegia-Bellano
Pesa Vegia-Falò
Pesa Vegia-Falò

Domani, 6 Gennaio, la vecchina più simpatica arriverà invece a Como: la Befana!!! Alle 16.00 la Befana si calerà dalla Torre del Broletto sulla Piazza del Duomo, accolta da una folla di bambini impazienti di ricevere qualche buon dolcetto!!!

Befana a Como
Befana a Como
Befana Piazza Duomo Como
Befana Piazza Duomo Como
Befana
Befana

Sarà questo l’evento di chiusura della kermesse natalizia della Città dei Balocchi che anche quest’anno ha illuminato il cuore di Como!!! Speriamo che la bontà ed i buoni propositi di queste settimane di festa non restino solo un vago ricordo…

Ciao Natale, ciao Capodanno, ciao Befana arrivederci all’anno prossimo!!! Io vi aspetto 🙂

Le immagini presenti nell’articolo sono state prese da internet.

 

 

 

 

Antonio Sant'Elia-progetto

Antonio Sant’Elia all’origine del progetto, una mostra per il centenario

Antonio Sant’Elia all’origine del progetto, è la mostra dedicata all’importante architetto comasco visitabile alla Pinacoteca di Como di Palazzo Volpi fino al 26 Febbraio.

Antonio Sant’Elia nasce a Como alla fine dell’800, acquisisce la sua formazione tecnico-pratica alla Scuola di arti e mestieri G.Castellini di Como per poi frequentare l’Accademia di Belle Arti di  Brera a Milano e di Bologna, una formazione importante ed alla base della sua carriera di architetto, breve ma molto significativa.

La mostra comasca presenta alcuni suoi disegni, progetti presentandone il loro sviluppo con dei modelli plastici che permettono di vederne la realizzazione, un interessante percorso che permette anche a chi non è vicino al mondo dell’architettura di percorrere una parte dell’evoluzione dell’architettura lungo tutto il ‘900.

Antonio Sant’Elia una figura di grande rilievo, un architetto attivo nel movimento del Futurismo italiano, vicino a personaggi di spicco quali Marientti, Boccioni, Sironi,con i quali condivise le idee innovative degli inizi del ‘900. L’architetto della “città nuova” la città futurista, padre del Manifesto dell’Architettura Futurista.

Antonio Sant'Elia-La città ideale
Antonio Sant’Elia-La città ideale

Un personaggio che ha segnato la storia dell’architettura italiana, le sue linee innovative e diverse, fuori dagli schemi dell’epoca ma a passo con l’evoluzione del momento e del futuro. Purtroppo la vita di questo giovane uomo ed architetto finì troppo presto, cadendo vittima della prima grande guerra al fronte, condividendo gli ideali degli altri suoi amici futuristi si alleò nel Battaglione Lombardo Volontari Ciclisti  con Marinetti, Boccioni, Sironi, Piatti e venne ucciso durante un’azione d’assalto il 10 Ottobre del 1916 a Monfalcone. Chissà quali bellezze ed innovazioni avrebbe potuto apportare alla sua città ed in tanti altri luoghi.

Antonio Sant'Elia-Battaglione lombardo volontari ciclisti
Antonio Sant’Elia-Battaglione lombardo volontari ciclisti

Un altro grande personaggio comasco!

Antonio Sant'Elia-Pinacoteca di Como
Antonio Sant’Elia-Pinacoteca di Como
Antonio Sant'Elia-disegno
Antonio Sant’Elia-disegno
Antonio Sant'Elia-progetto
Antonio Sant’Elia-progetto

 

 

Le foto presenti nell’artico, sono di Daniela Rampoldi.

 

Cattedrale di Como: Sarcofago, Urne e Reliquari

Cattedrale di Como: da pochi giorni é esposta all’inizio della navata centrale del Duomo un bellissimo Sarcofago medievale in pietra arenaria. Si tratta di un’opera di grande valore artistico attribuibile a maestranze campionesi e realizzata nella prima metà del XIV sec, ciò é riconducibile dal confronto stilistico con altre opere presenti nella Cattedrale di Como, quali l’altare e l’ambone del 1317 ed il sarcofago di Bonifacio da Modena del 1352.

Le immagini di Maria e Gesù sul fronte hanno delle straordinarie corrispondenze con la scultura dell’ambone, la simbologia é identica, la Vergine rappresentata come una Regina che porge un pomo a Gesù Bambino, e quest’ultimo con in mano un uccellino.

Cattedrale: Ambone Vergine col Bambino
Cattedrale: Ambone Vergine col Bambino

l sarcofago proviene probabilmente dall’abbazia di San Giovanni Battista di Vertemate e poi trasportato presso la residenza del marchese Cigalini a Bernate. Il sarcofago rimasto per lungo tempo nel parco di Villa Rosales, esposto alle interperie é stato restaurato in occasione della donazione alla Cattedrale in occasione della visita pastorale di Mons. Diego Coletti in segno di riconoscenza al Vescovo, ed ora lo si può apprezzare in tutta la sua straordinaria qualità.

Cattedrale Sarcofago medievale
Cattedrale Sarcofago medievale

In questi giorni é stata anche allestita un’interessante mostra dedicata alle urne ed ai reliquari del Duomo. Diversi i preziosi manufatti esposti in Sagrestia del Capitolo, tra cui spicca sicuramente l’Urna Volpi, donata nel 1586 dal Vescovo Antonio Volpi. L’opera é in lamina d’argento sbalzata e cesellata, raffigura scene della vita della Beata Vergine, fino al XX sec veniva portata in processione fra le vie di Como ed esposta in cattedrale durante occasioni solenni. Nel XIX sec venne realizzata la struttura di sostegno dell’urna con due bellissimi angeli in legno di noce che la coprono con le loro ali, richiamando così l’iconografia dell’arca dell’alleanza, l’oggetto più sacro del popolo di Israele segno della presenza e della protezione di Dio.

Cattedrale-Urna Volpi
Cattedrale-Urna Volpi

Il Duomo di Como ha un suo unico tesoro, prezioso e di alto valore artistico, e scoprirne una parte di esso é sicuramente sorpresa e meraviglia, mi auguro che il Museo ad esso dedicato sarà attivo il prima possibile per rendere la visita della Cattedrale ancora più interessante e stimolante.

Cattedrale-Vergine col Bambino Sarcofago medievale
Cattedrale-Vergine col Bambino Sarcofago medievale
Cattedrale- Sarcofago,particolare S.Abondio
Cattedrale- Sarcofago,particolare S.Abondio
Cattedrale-Reliquari Sagrestia del Capitolo
Cattedrale-Reliquari Sagrestia del Capitolo

 

PSY, un selfie coi fans

PSY UN OSPITE STRAVAGANTE!!!

PSY, il famoso rapper e ballerino coreano è restato ammaliato e piacevolmente sorpreso dalla bellezza del nostro Lago!

Ospite a Milano in occasione della celebre Fashion Week, PSY non poteva non concedersi una giornata a spasso fra le località più “in” del Lago di Como! Dopo averlo incontrato con la sua gentilissima moglie a Cernobbio ed avere attraversato il centro di Como,  il nostro pomeriggio ci ha visti passeggiare fra le tipiche scalinate di Bellagio dove l’artista si è immerso nell’atmosfera rilassata della nostra “perla” senza però passare inosservato, attirando lo sguardo curioso di tanti altri turisti un po’ per il suo abbigliamento eccentrico ma soprattutto perché in molti hanno riconosciuto il simpatico interprete della famosa canzone “Gangnam Style” che nel 2012 lo ha portato alla popolarità globale.  Con gentilezza e simpatia  si è  prestato allo scatto di selfies con i suoi fans che lo rincorrevano fra le viuzze del Borgo più celebre del Lago di Como, stupiti di vederlo passeggiare in tutta tranquillità assorto nella magia dei nostri luoghi.

PSY un ospite stravagante
PSY un ospite stravagante

Un ospite stravagante, singolare, simpatico ed amichevole di quelli che non passano inosservati e che ho avuto il piacere di conoscere ed accompagnare in un piacevole pomeriggio settembrino sul Lago di Como e che sicuramente  non ha potuto restare indifferente davanti all’unicità ed alla bellezza che lo circondavano!

PSY
PSY
PSY & Lago di Como
PSY & Lago di Como
PSY, un selfie coi fans
PSY, un selfie coi fans
PSY fra le vie di Bellagio
PSY fra le vie di Bellagio

 

 

 

Dongo: i fatti di Mussolini. Addio al”Ragazzo del Lago”.

Dongo il paese dell’Alto Lario che ha vissuto attivamente gli ultimi giorni di vita di Benito Mussolini.

Pochi giorni fa il 15 Agosto, se n’è andato per sempre il Sig Aimone Canape, aveva 94 anni ed era l’ultimo sopravvissuto tra i testimoni diretti della cattura del Duce a Dongo  il 27 Aprile 1945.

Aimone raccontò  al giornalista Marcello Foa , che li racchiuse nel suo libro “Il Ragazzo del Lago”, i fatti di quei giorni che segnarono la storia d’Italia e che lui visse in prima persona.

Aveva solo 22 anni quando, per la sua conoscenza della lingua tedesca, quel giorno fu mandato a parlare con i soldati tedeschi del Terzo Reich provenienti da Menaggio, che i partigiani avevano bloccato tra Musso e Dongo, si trovò così faccia a faccia con la storia d’Italia in uno dei suoi momenti più tragici. Fra i militari della colonna delle forze armate naziste si erano nascosti  Benito Mussolini e vari altri esponenti della Repubblica Sociale Italiana, che caddero così nelle mani dei partigiani al comando di Pier Luigi Bellini delle Stelle.

 Canape raccontava che  quando  Mussolini fu riconosciuto e arrestato, non era travestito da soldato tedesco, come si dice , ma si era rannicchiato carponi sul fondo di un camion, con un militare del Reich seduto su di lui nel tentativo vano di nasconderlo alla vista: pare  tradirlo sembra sia stato l’elmetto che portava in testa, rotolato sul pavimento  perché non agganciato sotto il mento. Aimone vide il dittatore dal vivo, l’ultima volta  fu alle 18.30 del 27 Aprile, mentre veniva condotto alla caserma della guardia di finanza di Germasino, sopra Dongo. Poco meno  di ventiquattr’ore dopo, Mussolini fu fucilato a Giulino di Mezzegra, insieme all’amante Claretta Petacci, dal capo partigiano.

Aimone era nato e scresciuto a Dongo il 25 Luglio del 1922, terzo di cinque figli maschi, passò molta della sua vita lavorando nel campo dell’hotelerie, iniziando a Como da giovanissimo presso l’Hotel Metropole per poi vivere l’importante esperienza in Germania dapprima ad Oberhof presso il castello dei principi Watzesky, trasformato in un albergo di lusso e poi a Berlino presso il prestigioso Kaiserhof Hotel, dove Canape raccontava di aver avuto l’occasione di incontrare personalmente  il ministro e genero del duce Galeazzo Ciano e  lo stesso Adolf Hitler.

Con l’inizio  della Seconda Guerra Mondiale Aimone fu richiamato sotto le armi in Italia. La morte del fratello , arruolato in Marina, gli permise di evitare il fronte. Nel mese di  Settembre del 1943 si unì ai partigiani e venne arrestato e torturato. Raccontava di essere sfuggito due volte per un soffio alla deportazione in Germania. Sembra però che in lui non vi fosse mai stato un desiderio di vendetta, anzi,  nelle ore tragiche di Dongo, mentre i fascisti che accompagnavano Mussolini vennero fucilati, lui si adoperò per aiutare la moglie di Fernando Mezzasoma, ministro del governo di Salò, e Zita Ritossa, convivente di Marcello Petacci, fratello di Claretta. Consentì anche che la passasse liscia anche la sarta che, durante l’occupazione nazista, lo aveva denunciato ai tedeschi.

Quest’uomo e i tanti altri partigiani italiani li ho sempre visti come degli “eroi” che hanno lottato per i loro ideali a volte perdendo le loro preziose vite in nome della libertà. Pian piano la gran parte di loro se n’è andata o se ne sta andando lasciando dei “buchi” incolmabili nelle vicende del nostro Paese, nella storia del nostro Paese; credo sia doveroso raccogliere, custodire e tramandare le loro importanti testimonianze.

Il Sig Canape era uno di noi, era un Donghese e ha vissuto insieme a tanti altri partigiani dell’Alto Lago in prima persona la Storia, perché la Storia siamo noi!

Dongo-Fucilazione Fascisti
Dongo-Fucilazione Fascisti
Dongo-Piazza Paracchini
Dongo-Piazza Paracchini
Dongo-Musso sbarramento strada
Dongo-Musso sbarramento strada
Dongo Benito Mussolini
Benito Mussolini

Le immagini pubblicate sono state prese da internet, immagini d’epoca di repertorio.

 

FERRAGOSTO AL LAGO DI COMO!

Ferragosto è ormai alle porte , fra pochi giorni saremo tutti alle prese con grigliate, gite fuori porta, divertimento o semplicemente con una giornata rilassante in compagnia degli amici!

Sul nostro Lago di Como ci saranno tante feste, ma soprattutto il celebre e storico spettacolo pirotecnico di Gravedona. Puntuale come ogni anno la sera del 14 Agosto Gravedona accoglierà centinaia di persone che seguiranno con trepidazione ed entusiasmo questa splendida festa.

Gli spettacolari fuochi d’artificio illumineranno il cielo sopra questo magico angolo dell’Alto Lago verso le ore 22.00, ma prima di mettersi con il naso all’insù gli spettatori potranno osservare con sorpresa e divertimento la sfilata delle barche allegoriche realizzate dalle associazioni del territorio. La preparazione di ogni barca vede mesi e mesi di progetti e  lavoro, coinvolgendo tanti abitanti dell’Alto Lago uniti dalla passione, dall’orgoglio e dalla speranza di essere al top e scoprire la propria imbarcazione incoronata come ” la più bella” dell’edizione Ferragosto 2016.

Insomma non mancate alla prossima edizione di questo spettacolo che da oltre 50 anni rende magica la notte di Ferragosto!!!

Ferragosto a Gravedona
Ferragosto a Gravedona
Barca allegorica
Barca allegorica

 

 

 

 

 

Volkswagen sceglie il Lago di Como!!!

Volkswagen, importante casa automobilistica tedesca, ha scelto il Lago di Como per il launch della nuova Up!

Volkswagen sceglie Villa Leoni
Volkswagen sceglie Villa Leoni

In queste due ultime settimane la Strada Regina che costeggia il ramo occidentale del Lago di Como, è stata percorsa ogni giorno da diverse auto Up prodotte dalla Volkswagen, dai principali aeroporti milanesi ad Ossuccio un test drive che ha visto protagonisti giornalisti specializzati provenienti da tutto il mondo che oltre a conoscere le innovazioni della piccola dell’azienda tedesca hanno ammirato la bellezza del nostro Lago.

Volkswagen Launch Up
Volkswagen Up
Volkswagen Lago di Como
Volkswagen Up Launch Lake Como

L’elegante Villa Leoni di Ossuccio, con le sue linee razionaliste chiare e pulite, progettata da Pietro Lingeri, é stata scelta fra numerose locations europee come luogo ideale per la presentazione del nuovo modello tecnologicamente avanzato della Up!

Up Volkswagen Lago di Como
Up Volkswagen Lago di Como

 

 

Isola Comacina e la Sagra di San Giovanni

Isola Comacina 24 Giugno 1169: inizia l’assedio dell’Isola da parte dei Comaschi che si vogliono così vendicare del tradimento degli Isolani che durante la guerra dei dieci anni fra Milano e Como tradirono quest’ultima per dare man forte ai milanesi che conquistarono gli importanti e strategici territori del comasco.

Fu una lunga e cruenta guerra, dal 117 al 1127, era il periodo delle lotte fra Papato ed Impero e Como era fedele all’Imperatore mentre Milano al Papa.

L’anno 1169 vide l’alleanza fra Como e Federico Barbarossa e grazie a questo importante avvenimento Como ritrovò la sua libertà. Ma come dimenticare il tradimento dell’Isola Comacina? Come non dimostrare agli Isolani e agli altri che l’avevano tradita la sua riconquistata forza ed autonomia dai Milanesi? Ecco che nella lontana notte di San Giovanni del 1169 l’esercito comasco si diresse verso la piccola Isola Comacina situata nel cuore della Zoca de l’Oli ed iniziò così il suo assedio, in pochi giorni l’Isola fu completamente distrutta… Alcuni degli abitanti riuscirono a scappare e trovarono rifugio a Varenna che divenne così l’Insula Nova.

Ogni anno il Sabato successivo al giorno di San Giovanni (24 Giugno) si celebra all’Isola Comacina la festa più bella del nostro Lago di Como, che segna il vero inizio dell’estate lariana! Uno scenografico spettacolo pirotecnico illumina a giorno lo specchio d’acqua della splendida Zoca de l’Oli che una volta era ricoperto coi lumaghìt, i gusci di lumaca vuoti dentro i quali veniva colata della cera trasformandoli in candele galleggianti. L’Isola Comacina viene “bruciata” facendosi portavoce delle vicende del suo passato glorioso. Si tratta di uno spettacolo unico che ogni anno richiama migliaia di spettatori che raggiungono il Golfo dell’Oli già dal pomeriggio per aggiudicarsi il posto migliore da dove godere l’incanto di questa serata, che sia lungo la riva del lago, dalla barca o dai punti più panoramici dei dintorni!

La mattina della Domenica successiva ha il via la storica processione con le barche attorno all’Isola e la messa viene celebrata nella piccola chiesa di San Giovanni costruita in epoca seicentesca nei pressi dei resti della Basilica romanica di Sant’Eufemia!

Ma l’Isola non è solo passato, l’Isola è anche presente con l’interessante percorso archeologico che mostra i resti dei grandi edifici medievali romanici che la caratterizzavano, ed ancora mosaici paleocristiani e l’architettura moderna con le villette per gli artisti di Pietro Lingeri, importante architetto di Tremezzo uno dei massimi esponenti del Razionalismo con Giuseppe Terragni. queste casette degli artisti vengono usate nel periodo estivo da giovani artisti di arte contemporanea dell’Accademia di Brera e del Belgio come simbolo d’incontro internazionale dell’arte che conosce confini, barriere ma che abbraccia tutta l’umanità…

Tanto ci sarebbe ancora da dire riguardo questo gioiello del mio splendido Lago e vi invito a venire qui e scoprire con me l’Isola, la sua storia, il suo essere oggi ed i progetti per il suo futuro.

Comacina Island
Isola Comacina
Isola Comacina Sagra San Giovanni
Isola Comacina Sagra San Giovanni
Isola Comacina da Ossuccio
Isola Comacina da Ossuccio

 

 

Guido Monzino -19 Maggio 1971 conquista il Polo Nord

Polo Nord 1971 Guido Monzino
Polo Nord 1971 Guido Monzino
Guido Monzino è stato un grande personaggio per la storia dell’Alpinismo italiano, la sua vita fu soprattutto dedicata ai grandi viaggi, alle spedizioni che lo portarono ad esplorare e raggiungere angoli difficili del nostro Pineta, luoghi che fanno parte dell’immaginario avventuroso di ciascuno di noi.

Guido Monzino il Signore del Polo Nord e di Villa Balbianello.

 Ho conosciuto il personaggio di Guido Monzino nel 1996 quando ho iniziato a lavorare come guida turistica e le prime visite le ho svolte presso la splendida Villa Balbianello che grazie a lui nel 1974 ritornò a recuperare il suo splendore e a risplendere in tutta la sua bellezza ed unicità.

Purtroppo non ho avuto la fortuna di conoscerlo di persona, ma in me è vivo il ricordo della “luce”, dell’orgoglio e dell’affetto con cui mi ha raccontato di lui Bruno Casagrande, che fu con tutta la sua famiglia, per molto tempo, custode della splendida dimora sul Lago. Ogni volta che sia lui che sua moglie ed i figli pronunciavano il nome di Guido Monzino i loro volti avevano un’espressione di gioia e rispetto verso quest’uomo che durante la sua vita realizzò grandi Viaggi, visse avventure in quasi tutto il globo terrestre, lavorò alla guida dell’azienda di famiglia (il gruppo della Standa) e fece importanti opere di beneficienza e solidarietà verso i Popoli meno fortunati del Mondo. Una loro frase mi è rimasta impressa, ed ancora oggi mi piace ripeterla quando porto i miei clienti in visita in questo luogo unico del Lago di Como: “ Per Monzino Villa Balbianello era più che una dimora, una Villa, per lui Balbianello era la sua ultima spedizione”, dopo tanti viaggi, scalate, il suo desiderio era quello di ridare alla Villa il suo antico splendore e farla divenire un luogo d’incontro per gli amanti del mondo dell’Alpinismo, delle montagne, delle spedizioni. Questo era per Monzino questo luogo speciale, dove amava circondarsi di poche persone, pochi ospiti ma di tanta pace e di tutta la bellezza della natura che lo circondava.

Guido Monzino incontrò il mondo della montagna quasi per caso a metà anni cinquanta quando totalmente digiuno di alpinismo, scalò il Cervino con la guida di Achille Compagnoni, protagonista con Lino Lacedelli della prima scalata del K2.L’incontro con il fascino  delle montagne fu per lui una vera rivelazione che lo portò a rincorrere mete sempre più lontane, animato da uno spirito romantico di avventura e di conoscenza,e dal desiderio di inserirsi nel filone delle grandi spedizioni esplorative che a cavallo fra il XIX e il XX secolo erano state organizzate dal Duca degli Abruzzi che fu il suo modello ideale.

La prima spedizione organizzata da Guido Monzino, la traversata da Dakar, in Senegal, ad Abidjan in Costa d’Avorio, nel 1955, fu il trampolino di lancio per le 20 missioni che diresse nei vent’anni successivi. L’estate seguente iniziò la collaborazione con le guide di Valtournanche che lo seguirono poi in tutte le altre imprese, così come il Duca degli Abruzzi si era giovato quasi esclusivamente di guide di Courmayeur. Il connubio fra i collaboratori locali affiancati alle guide di Valtournenche divenne un tratto caratteristico delle sue imprese.

Il 19 Maggio 2016 sarà il 45° anniversario della spedizione al Polo Nord eseguita nel 1971. Guido Monzino , le guide della Val Tournanche Mirko Minuzzo e Rinaldo Carrel (due anni più tadi furono fra i primi italiani a toccare la vetta dell’Everest), il cileno Arturo Aranda vicecaposepdizione, i tecnici danesi e le 22 guide eschimesi raggiunsero i 90° di latitudine nord con i mezzi tradizionali delle slitte e dei cani. Fu la prima volta che la bandiera italiana venne issata al Polo Nord, dopo che il duca degli Abruzzi il 25 aprile 1900 aveva raggiunto gli 86° 43’ nord. Se si considerano solo le spedizioni con slitte trainate da cani, Guido Monzino fu preceduto unicamente dal gruppo guidato dall’inglese Wally Herbert, nel 1969.

Le slitte erano 23, ed erano delle vere e proprie “case viaggianti” trainate da 330 cani, per i quali erano state approvvigionate 25 tonnellate di pemmican, speciale impasto di carne e pesce in polvere. Il percorso fu lungo e difficile a causa della banchisa in continua trasformazione, in alcuni punti ricoperta di neve soffice ed in altri interrotta da canali, Monzino e i membri del suo team dovettero convivere con temperature freddissime  anche inferiori a -45°. Il 19 maggio 1971 venne raggiunto il Polo Nord, ma il ritorno si presentò ancora più difficile per l’aumento della temperatura che rendeva sempre meno compatta la banchisa sul Mar Glaciale Artico e costringeva a superare ampi canali che si aprivano da ogni parte. Dopo 71 giorni e dopo avere percorso con le slitte circa 5000 km la spedizione si concluse il 20 giugno 1971.

Guido Monzino
Guido Monzino

Villa Balbianello ospita al suo piano superiore, il quinto aggiunto da Monzino, una sala speciale dedicata al Polo Nord ed ai suoi grandi viaggi. E’ interessante ed emozionante visitarla e trovarsi faccia faccia con i tanti cimeli, ricordi, fotografie, attrezzature legate a queste grandi imprese. Una sezione di questa sala museo è proprio dedicata alla spedizione al Polo Nord del 1971, suggestivo vedere la slitta originale usata da Monzino, la bandiera italiana issata all’arrivo al Polo, l’equipaggiamento da lui usato realizzato dagli eschimesi il giaccone di pelliccia di caribù e gli stivali di pelle di foca, la splendida e preziosa collezione di statuette inuit in dente di tricheco ed il sorprendente dente di narvalo… Tutto questo ci riporta indietro nel tempo e ci fa rivivere importantissimi momenti, grandi spedizioni che hanno fatto una fetta della storia dell’alpinismo italiano. Non dimentichiamoci che nel 1973 fu proprio Guido Monzino ad organizzare e guidare la prima spedizione italiano sul “tetto del mondo”, l’Everest.

Il prossimo 19 Maggio, in occasione dell’importante anniversario del Polo Nord, Villa Balbianello ospiterà Arturo Aranda che fu vicecapo spedizione e ci sarà un’importante cerimonia in ricordo di questa grande impresa che vedrà anche la proiezione del filmato Polo Nord nella sala delle scuole elementari di Lenno. Un’occasione importante in cui ricordare un personaggio importante, la sua vita, le sue spedizioni.

Monzino, Minuzzo, Carrel - Polo Nord
Monzino, Minuzzo, Carrel – Polo Nord 19.05.1971

Guido Monzino dai ghiacci del Polo al Lago di Como, alla sua amata Villa Balbianello dove lui ha desiderato di restare per sempre facendo seppellire le sue ceneri nella ghiacciaia situata nello splendido giardino a picco sul Lago, la ghiacciaia simbolo dei suo grandi Viaggi : la roccia dell’Everest ed i ghiacci del Polo Nord.

Una sola parola in conclusione: grazie Guido Monzino!

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